Gli sgarbi all’Italia non giovano all’Europa. Un errore, ma anche una lezione per noi

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French President Emmanuel Macron, left, welcomes German Chancellor Olaf Scholz at the Elysee Palace in Paris, Wednesday, Oct. 26, 2022. French President Emmanuel Macron is scheduled to meet in Paris with German Chancellor Olaf Scholz amid divergences between the two neighbors and key European Union allies over EU strategy, defense and economic policies. (AP Photo/Christophe Ena)

Macron e Scholz hanno deciso che l’Italia è un Paese di serie B? Pensano di poter fare da soli mettendoci in disparte? E’ un comportamento immotivato e un errore grave.

Immotivato perchè è vero che non c’è più Mario Draghi a Palazzo Chigi, ma l’Italia è sempre la stessa e va trattata tenendo conto del comportamenti concreti del Governo di Roma, al di là delle simpatie o antipatie politiche. Da quando è Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto atteggiamenti costruttivi e dialoganti. Il fatto che in passato avesse usato altri linguaggi e argomenti non può autorizzare Parigi e Berlino a mettere le bende agli occhi e non prendere atto del modo dell’attuale postura europea del Governo Italiano. Macron e Scholz dovrebbero invece apprezzare l’evoluzione dimostrata da Meloni e accentuare il suo oggettivo distacco dai suoi vecchi amici di Visegrad. Isolandola, invece, rischiano di schiacciarla sempre do più sulle vecchie posizioni da cui stava prendendo le distanze.

L’errore è anche di calcolo. Fra un anno ci saranno le elezioni europee. Difficilmente la maggioranza Ursula tornerà ad essere vincente. Se si dovesse affermare l’asse PPE-Conservatori. Meloni sarebbe l’unico capo di Governo dei grandi Paesi ad avere in quell’area un forte prestigio personale, tale da metterla in condizione di influenzare l’elezione del Presidente della nuova Commissione Europea. Non sarebbe facile in questa ipotesi per Macron e Scholz continuare su una linea di freddezza se non di ostilità verso il Governo italiano.

Ma c’è anche una lezione per la politica interna. L’Italia tanto più conta all’estero quanto più ampio è il consenso che il suo Governo ha in Patria. Meloni ha sicuramente un alleato europeista nel ministro degli Esteri Tajani e in quella parte di Forza Italia che non ha cambiato idea rispetto al passato. Ha qualche problema -inutile nasconderselo-con Salvini, che si comporta come se fosse ancora all’0opposiziohe e può crearle difficoltà.

Ma la sinistra? Il Terzo Polo? Delle due l’una o pensano che il Governo cascherà nel giro di uno -due anni oppure prendono atto che questa maggioranza può governare per un’intera legislatura e se cade si va al voto anticipato. Nella seconda ipotesi-più realistica- ha senso indebolire Meloni sulla politica estera o non sarebbe meglio rafforzare le sue scelte quando sono giustamente occidentali ed europeiste e darle manforte anche nei confronti di un Salvini riluttante?

Un’Italia debole per 5 anni nel consesso internazionale non conviene a nessuno neanche a chi pensa di prendersi una rivincita alle prossime elezioni politiche.