Mattarella: «I Carabinieri parte della nostra identità». L’omaggio delle istituzioni all’Arma

Nel 212esimo anniversario della fondazione il Capo dello Stato richiama il legame con i cittadini. Meloni alle celebrazioni a Reggio Calabria salta il vertice Ue-Balcani a Tivat

C’è il rapporto con le comunità, il contributo alla sicurezza collettiva, la presenza nelle missioni internazionali e il sacrificio di chi ha perso la vita in servizio. Ieri, nel giorno in cui l’Arma dei Carabinieri ha celebrato il 212esimo anniversario della fondazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha richiamato il ruolo nella costruzione della storia repubblicana e nel rapporto quotidiano con i cittadini, definendola “parte integrante della nostra identità”. Una ricorrenza che quest’anno si è intrecciata con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica e che ha mobilitato le principali istituzioni dello Stato, dal Premier Giorgia Meloni al Ministro della Difesa Guido Crosetto. La giornata ha avuto anche un riflesso sull’agenda internazionale del Governo. Meloni, impegnata nelle celebrazioni organizzate a Reggio Calabria, non ha partecipato al vertice tra Unione europea e Balcani Occidentali in quel di Tivat, in Montenegro. Secondo fonti governative il Primo Ministro ha informato personalmente il Presidente montenegrino Jacov Milatovic e il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa dell’impossibilità di raggiungere in tempo l’incontro, esprimendo il proprio rammarico per l’assenza.

Cornice di sicurezza

Nel messaggio inviato al comandante generale dell’Arma, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, Mattarella ha sottolineato come i Carabinieri abbiano svolto un ruolo rilevante fin dalla fase di transizione che portò al consolidamento delle istituzioni repubblicane. Un percorso che, ha osservato il Capo dello Stato, ha consentito di costruire e rafforzare nel tempo “un insostituibile legame con le comunità del territorio”, attraverso la missione di garantire quella cornice di sicurezza entro cui trovano piena attuazione le libertà dei cittadini sancite dalla Costituzione. Da qui il richiamo alla rete delle Stazioni dell’Arma, considerate dal Quirinale uno dei simboli più evidenti della presenza dello Stato sul territorio. Presìdi che, nei grandi centri come nei piccoli comuni, rappresentano un punto di riferimento per i cittadini e uno strumento essenziale di vicinanza istituzionale.

Il Presidente della Repubblica ha evidenziato inoltre il contributo assicurato dall’Arma alla sicurezza collettiva e alla vita civile del Paese, nel solco di “una lunga storia di fedeltà alla Patria”. Un impegno che trova espressione anche sul piano internazionale. Mattarella ha ricordato infatti la partecipazione dei Carabinieri alle missioni di pace e agli interventi nelle aree interessate da crisi geopolitiche e conflitti, dove operano insieme alle Forze Armate italiane e ai contingenti alleati, ricevendo il riconoscimento delle autorità locali e delle popolazioni coinvolte.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato ai militari che hanno perso la vita in servizio. Il Capo dello Stato ha richiamato i nomi del maresciallo Carlo Legrottaglie, del carabiniere Sebastiano Marrone, del sottotenente Marco Piffari, del maresciallo Valerio Daprà e dell’appuntato scelto Davide Bernardello, esprimendo la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie: “Il sacrificio delle donne e degli uomini dell’Arma sollecita la riconoscenza di tutta la comunità nazionale”, ha detto Mattarella che ha quindi esteso il ringraziamento ai Carabinieri in servizio e in congedo e ai loro familiari, chiamati a condividere rischi e responsabilità della professione.

Omaggio ai caduti

Alle parole del Capo dello Stato si sono affiancate quelle appunto di Meloni che tramite i propri social ha ricordato come l’Arma sia “da oltre due secoli accanto agli italiani”, impegnata nella lotta alla criminalità, al terrorismo e alle mafie, nella tutela dell’ambiente e in numerosi altri settori. Il Premier ha reso omaggio a chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere, ai militari rimasti feriti e a quanti continuano a servire il Paese nel solco del motto “Nei secoli fedele”. Sulla stessa linea il Ministro della Difesa Guido Crosetto che ha definito i Carabinieri “simbolo di uno Stato vicino ai cittadini” e “parte integrante dell’identità stessa del Paese”. Per il titolare della Difesa la Benemerita continua a rappresentare un punto di riferimento per la sicurezza nazionale, oltre che un elemento di stabilità, legalità e coesione sociale. Le celebrazioni si sono svolte in tutta Italia.

Le parole di Galletta

A Milano la ricorrenza si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al monumento al Carabiniere in piazza Diaz. Nella successiva cerimonia alla caserma Montebello, il Comandante interregionale Riccardo Galletta ha richiamato le sfide poste dall’attuale quadro internazionale e dalla criminalità organizzata, annunciando anche una prospettiva di riorganizzazione di alcune Stazioni dell’Arma per rafforzare la presenza nei centri minori e il rapporto diretto con i cittadini.

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