2021 un anno in chiaroscuro per l’ambiente

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Nel mondo cresce la consapevolezza dell’importanza di intervenire per salvare il pianeta, ma è difficile conciliare i tempi delle politiche con quelli della crisi ecologica e climatica. Davanti agli eventi estremi cui abbiamo assistito negli ultimi anni, come incendi, ondate di calore, alluvioni, riduzione delle produzioni agricole, siccità, secondo il WWF “l’Italia ha dato segni di vitalità che, però, si devono consolidare e chiarire”.

Per l’associazione ambientalista, “la trasformazione del nostro Paese è a malapena cominciata e non si percepisce il coraggio politico-istituzionale necessario per intraprendere con decisione e chiarezza la strada verso la de-carbonizzazione dell’economia, per conseguire, come indicato dall’Europa la neutralità climatica al 2050 e abbattere almeno del 55% le emissioni di gas serra al 2030. Si enfatizzano solo le difficoltà e non le molte e vitali opportunità. Troppo marginale risulta anche essere l’impegno per salvare il nostro capitale naturale e troppo modesti i fondi per realizzare interventi diffusi per la conservazione della natura, con l’obiettivo di tutelare entro il 2030 il 30% del nostro territorio e dei nostri mari, come previsto dalla Strategia Europea per la Biodiversità”. Nel suo Rapporto annuale 2021, il WWF traccia un bilancio che mette in luce punti di forza e di debolezza delle politiche ambientali.

Cosa è andato bene

  • Da Glasgow esce rafforzato il limite di 1,5°C al riscaldamento globale e sono stati presi importanti impegni volontari tra alcuni Paesi, tra cui la Beyond Oil & Gas Alliance (BOGA). Il Portogallo dice addio al carbone con 9 anni di anticipo.
  • European Green Deal. Il Parlamento Europeo ha approvato la Strategia la Strategia UE Biodiversità 2030 e la Strategia “Farm to Fork”, che fissano importanti obiettivi per la tutela del 30 per cento delle nostre terre e dei nostri mari entro il 2030 e per la transizione ecologica della nostra agricoltura (nonostante che su quest’ultima sia registrata un’intensa campagna delle lobby contrarie).
  • Il 17 novembre 2021 la Commissione Europea ha presentato la nuova Strategia dell’UE per il suolo per il 2030, “Raccogliere i benefici di suoli sani per le persone, il cibo, la natura e il clima”, un altro importante strumento per l’attuazione del Green Deal in Europa.
  • Eco-Risveglio. Da un rapporto realizzato dal WWF in collaborazione con il team l’“Intelligence Unit” dell’Economist emerge come sia in forte crescita in tutto il mondo la consapevolezza sui temi ambientali.
  • In occasione del vertice ONU sui sistemi alimentari (UNFSS – UN Food Systems Summit), il WWF ha presentato un report sull’impatto degli allevamenti intensivi su clima e biodiversità, presentando le soluzioni per una transizione ecologica del settore alimentare.
  • A novembre è arrivata finalmente al Parlamento Europeo la tanto attesa proposta di legge contro la deforestazione “importata”, cioè legata alla produzione di beni o commodities (carne bovina, cioccolato, etc).
  • Re-Nature. L’Unione Europea anticipa la prossima uscita della “Restoration Law”, focalizzata proprio sul ripristino degli ecosistemi naturali, in coerenza con quanto stabilito dal Green Deal europeo.
  • Bio-diversità. Qualcosa si è mosso in termini di biodiversità ed ecosistemi, come l’iniziativa “Nature Compact” dei Paesi del G7, il comunicato conclusivo del G20 e la “Dichiarazione di Kunming”, in occasione della I Sessione della COP 15 sulla Biodiversità, in cui si è dato un forte impulso alla richiesta di “un obiettivo globale per la natura” da adottare entro il 2022.
  • La commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo (CGPM) ha preso decisioni importanti per sostenere la gestione sostenibile degli stock ittici, mitigare le catture accidentali di squali e altre specie, contrastare la pesca illegale e creare nuove zone chiuse alla pesca.

Cosa è andato male

  • Alla COP26 non c’è stato il cambio di passo che tutti auspicavano. Nel 2021 gli eventi estremi si sono moltiplicati in tutto il mondo. Tra i più eccezionali va ricordata l’ondata di calore che a giugno ha investito il Canada, mentre in Italia (Siracusa) abbiamo sfiorato i 49 gradi. Luglio 2021 è stato il mese più caldo di sempre.
  • Biodiversità. La perdita di natura continua ad un ritmo senza precedenti: nel periodo agosto 2020 – luglio 2021 la deforestazione in Amazzonia ha fatto registrare un aumento del 22%. Secondo l’IUCN negli ultimi 10 anni si sono estinte almeno 160 specie.
  • Incendi e deforestazione. Nel Mediterraneo, in particolare in Grecia e Turchia, la stagione degli incendi 2021 è stata una delle peggiori degli ultimi decenni, in Italia la peggiore dal 2008. Raggiunti record anche in Siberia dove un solo incendio ha cancellato 1,5 milioni di ettari di foresta.
  • Si è chiuso a livello europeo il percorso della riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2022, una pessima riforma che non recepisce gli obiettivi del Green Deal europeo.
  • Un Piano davvero poco verde, bassissimi gli investimenti per mettere in sicurezza il capitale naturale. Appena lo 0,5% dell’ammontare complessivo, pari a 1,19 miliardi sui 191,5 miliardi totali, è dedicato alla biodiversità. Limitati e con luci e ombre anche gli interventi sulla de-carbonizzazione.
  • Ennesimo rinvio per la “plastic tax” nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022. L’imposta entrerà in vigore solo nel 2023.
  • Dopo aver completato la discussione nelle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera, la Legge nazionale sull’agricoltura biologica resta bloccata alla Camera dei Deputati. E la Commissione Europea rilascia un parere favorevole all’uso del glifosato.
  • Nonostante i passi incoraggianti nella gestione regionale, il Mediterraneo è un mare sotto assedio. Lo stato degli stock ittici è ancora drammatico: il 75% è sovra-sfruttato, mentre le temperature fanno registrare un + 20%. Ancora lontani i piani di cogestione sperimentati solo in alcuni lungimiranti paesi rivieraschi come la Spagna.
  • Ancora un miraggio la legge sul consumo del suolo in Italia. Il Parlamento ha perso la grande occasione di fermare la cementificazione selvaggia e mettere in sicurezza il territorio.