Siccità. 332mila imprese colpite. Danni verso i 9 mld

Mentre la politica fa i conti con una crisi di Governo dal sapore pre-elettorale e i cui esiti non si conosceranno prima di mercoledì prossimo, il Paese reale, soprattutto il mondo agricolo, affronta una delle calamità più gravi di questo secolo. A causa del crollo delle riserve di acqua nazionali i campi hanno già perso in media 1/3 delle produzioni nazionali, dalla frutta al mais, dal frumento al riso, dal latte alle cozze e alle vongole. E le previsioni metereologiche hanno già allertato su una ulteriore nuova grande ondata di caldo sull’Italia, che aggraverà ancor di più l’emergenza raccolti, Secondo la Coldiretti è di fatto in grave rischio per la siccità quasi la metà (46%) degli agricoltori italiani, per un totale di 332mila imprese coinvolte, tanto che è già stata annunciata l’estensione dello stato di emergenza per la siccità alle Regioni del Centro (Lazio, Umbria, Liguria e Toscana), dopo quelle del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna).

Danni da 3 MLD che arriveranno presto a 9

Già adesso si stimano cali del 45% per il mais e i foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta, di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% di frutta ustionata dalle temperature elevate, meno 20% di cozze e vongole, uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di ”acqua morta”, assalti di insetti e cavallette, con decine di migliaia di ettari distrutti. Una devastazione che supera i 3 miliardi di euro di danni, ai quali va sommato il rischio di un aumento delle importazioni dall’estero. Questo comporterebbe un ulteriore aggravio dei costi, soprattutto per gli allevamenti che dipendono dai cerali e dai foraggi per l’alimentazione degli animali, facendo salire, sommandoli al caro bollette, il conto per le aziende agricole alla cifra di oltre 9 miliardi di euro.

L’allarme di Coldiretti Lombardia

In vista dei prossimi picchi di calore, che potranno raggiungere i 40 gradi anche al Nord Italia, Coldiretti Lombardia avvisa che dal Milanese alla Brianza, dalla Bergamasca al Bresciano, fino al Pavese e Cremonese, sono già entrate in azione le trinciatrici per tagliare il mais da foraggio, sebbene le piante non siano ancora mature. Una scelta obbligata per gli agricoltori per evitare di vedere seccare tutto in campo e perdere così completamente la produzione. “È una corsa contro il tempo per cercare di salvare il salvabile”, commenta la Coldiretti Lombardia.

Dalla Toscana un progetto 4.0 per risparmiare acqua e carburanti

Per evitare che anche in futuro si ripresentino conseguenze così gravi derivanti da una gestione non lungimirante delle nostre risorse idriche e dello scarso rispetto ambientale alla base dei cambiamenti climatici e degli eventi estremi, la Coldiretti Toscana lancia un progetto agricolo sperimentale 4.0, “Go Tinia”, ideato insieme ai partner del gruppo operativo Bonifiche Ferraresi, Università di Firenze ed azienda agricola Bemoccoli. Si tratta di Stazioni agrometeorologiche per consumare fino al 30% di risorsa idrica in meno, collegate ad invasi e laghetti, trattori con guida automatica per lavorazioni più precise per tagliare i costi del carburante e migliorare la sicurezza del conducente ed altri strumenti studiati per introdurre nelle aziende agricole toscane le più moderne ed innovative tecnologie con lo scopo creare i presupposti per un’agricoltura di precisione, più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.
Sono tante le risposte avveniristiche alle tante emergenze che vengono proprio dal mondo agricolo, soprattutto dei viticoltori, in linea con la transizione ecologica e tecnologica prevista dalla Agenda Ue, che meriterebbero tutto il sostegno possibile da parte delle Istituzione, soprattutto in termini di semplificazione delle concessioni e accesso facilitato ai finanziamenti.