Eurostat registra un balzo analogo nell’Eurozona. Il carrello della spesa resta al +1%, crescita italiana dello 0,2% nel secondo trimestre
L’inflazione torna ad accelerare in Italia e nell’Eurozona, mentre il Pil italiano conferma una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre e dell’1% su base annua. Ad agosto, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% nei dodici mesi, contro il 2,9% del mese precedente. A imprimere la spinta sono soprattutto i beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Nell’area euro il rincaro annuo raggiunge a sua volta il 3,3%, dal 2,9% di luglio, secondo la prima stima flash di Eurostat. Sul fronte del lavoro, a luglio il numero degli occupati resta sostanzialmente stabile a 24 milioni e 370mila, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,8%. Tra i giovani, invece, la quota di chi cerca un impiego sale al 18,9%.
Energia, aumenti fino al 31,7%
La fiammata dei prezzi italiani si concentra nel comparto energetico, che passa dall’11,6% di luglio al 17% di agosto. Gli energetici regolamentati raggiungono il 18,8%, dal precedente 14,8%, mentre quelli non regolamentati salgono dall’11,4% al 16,9%. Tra le singole voci, il gasolio per riscaldamento segna un incremento annuo del 31,7%, contro il 18,2% di luglio. Il gasolio per i mezzi di trasporto passa dal 18,8% al 26,7%, la benzina dall’8% al 16,3%. Per l’elettricità sul mercato libero il rialzo raggiunge il 17,9%, mentre il gas sul mercato libero arriva all’11,3%. Sul mercato tutelato, il gas di città e naturale tocca il 31,3%; l’elettricità resta invece al 9,7%.
La pressione dell’energia emerge anche dalle divisioni di spesa. Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili segnano un +8,9% su base annua. I trasporti si collocano al +6,1%, mentre ristoranti e servizi di alloggio registrano un +3,2%.
Il carrello della spesa resta al +1%
Più contenuta la dinamica degli alimentari. Nel complesso il settore si mantiene al +1,1% annuo. I prodotti lavorati segnano -0,2%, mentre quelli non lavorati passano dal +3,6% al +3,7%. Ortaggi, tuberi, banane e legumi accelerano dal 2,6% al 3,8%; per frutta e frutta a guscio la flessione si amplia dallo 0,7% all’1,7%. Il cosiddetto ‘carrello della spesa’, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, rimane al +1%. Aumenta invece il ritmo dei prezzi dei beni ad alta frequenza d’acquisto, dal 3,4% al 4,3%. Per quelli a media frequenza il tasso si attesta al 3,2%, mentre la categoria a bassa frequenza raggiunge l’1,6%.
L’inflazione di fondo rallenta all’1,5%
La corsa dell’indice generale non si trasferisce alla componente di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, che arretra dall’1,6% all’1,5%. Quella depurata dai soli beni energetici passa invece dall’1,8% all’1,7%. L’inflazione acquisita per il 2026 si porta al 2,9%, mentre per la componente di fondo è pari all’1,9%. Si accentua inoltre la distanza tra beni e servizi. Per i primi il ritmo di crescita aumenta dal 3,2% al 4,1%, mentre i secondi rallentano dal 2,7% al 2,4%. Il differenziale passa così da -0,5 a -1,7 punti percentuali. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona scendono dal 3% al 2,6%; quelli relativi ai trasporti dall’1,6% allo 0,9%.
Nell’Eurozona il tasso sale al 3,3%
L’accelerazione interessa anche l’Eurozona. Secondo la prima stima flash di Eurostat, ad agosto il tasso annuo raggiunge il 3,3%, rispetto al 2,9% di luglio. L’energia presenta la variazione più elevata, pari al 14,3% contro il 10,3% del mese precedente. Seguono i servizi con il 3%, i beni industriali non energetici con l’1,2% e alimentari, alcolici e tabacco, anch’essi all’1,2% e stabili rispetto a luglio. Tra i Paesi indicati, la Lituania registra il valore più alto, al 5,8%, mentre l’Estonia si ferma all’1,3%. Per l’Italia, il dato armonizzato secondo i criteri europei è indicato al 2,9%. Nella stima preliminare Istat dell’Ipca, invece, la variazione annua è pari al 3,2%, dal 2,9% di luglio, mentre su base mensile l’aumento è dello 0,1%, anche per l’effetto dei saldi estivi, dei quali l’indice NIC non tiene conto.
Pil a +0,2% nel trimestre, disoccupazione al 5,8%
Il quadro dei prezzi si accompagna ai nuovi dati sull’economia e sul mercato del lavoro. Il Pil italiano è confermato in crescita dello 0,2% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno e dell’1% nel confronto con lo stesso periodo del 2025. A luglio, invece, l’occupazione resta pressoché invariata rispetto a giugno, con 24 milioni e 370mila persone al lavoro. Il tasso si mantiene al 63,2%, mentre quello di disoccupazione arretra di 0,1 punti al 5,8%. In controtendenza la fascia tra 15 e 24 anni, per la quale la quota dei disoccupati raggiunge il 18,9%, con un incremento di 0,2 punti sul mese precedente.



