Le bombe di Natale

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Piovono dal cielo, dardi infernali scagliati dai russi per colmare col terrore le grandi lacune di un’aggressione militare insensata e fallimentare.
Anche nel giorno di Natale hanno seminato morte, colpito mercati, abitazioni. Tentano di fiaccare il morale di un popolo che sta dimostrando un eroismo straordinario di fronte alla cieca violenza degli aggressori.
Avranno pure la benedizione sacrilega del patriarca Kirill, ma queste bombe che uccidono persone inermi e tolgono luce, acqua ed energia per generare il calore sono indegne di un Paese civile e oltraggiano la dignità del popolo russo cui viene impedito di esprimersi liberamente sulle scelte del Cremlino.
Se ci fosse un barlume di democrazia in Russia le strade sarebbero piene di gente perbene che protesta contro questa guerra assurda e contro le degenerazioni brutali con cui viene combattuta.

Ma la dittatura ha riempito le carceri di giovani dissidenti, ha messo in fuga i cervelli migliori che non vedono futuro in una Russia con la testa rivolta al passato, ha narcotizzato l’opinione pubblica obbligando i giornali a ripetere le menzogne del regime. Anche all’interno del sistema di potere la morsa della repressione si è fatta sentire e chi non era d’accordo con lo zar è stato messo in un angolo e imbavagliato. Così Putin si è cacciato in una solitudine che lo porta a commettere errori su errori. Imprimere una svolta terroristica alla guerra obbliga sempre di più l’Occidente a far quadrato per aiutare il popolo di Kiev a difendersi con le tecnologie militari più adeguate che presto renderanno inutili queste piogge di missili sulle città ucraine.

La vita quotidiana di un Paese che combatte una guerra di liberazione dall’invasore è già terribile quando le regole dello scontro militare vengono rispettate. La guerra la fanno i soldati che combattono contro altri soldati. Quando .invece, si colpisce la popolazione civile in maniera intenzionale e sistematica, si è oltre la guerra. Barbarie e terrore distruggono qualsiasi brandello residuo di umanità.

Invece di ammettere i propri errori diplomatici e militari Putin ha scelto la via più semplice e diabolica: tentare di far morire di freddo e fame un intero popolo, di spaventarlo non avendo alcuna remora a colpire anche ospedali e scuole.

Pensa davvero che il mondo libero possa restare con le mani in mano? Certo ci sono tra noi vigliacchi pronti a fare strame della propria coscienza; prosperano soddisfatti di sé opportunisti che per un pugno di like e di voti abusano della parola pace auspicando di fatto la resa dell’Ucraina. Ma sono una minoranza di miserabili.

Da 9 mesi l’Occidente sta scrivendo una pagina di storia che sarà un monito per chiunque voglia intraprendere l’avventura delle aggressioni militari contro popoli liberi nel cuore dell’Europa e non solo .

Le bombe di Natale non uccideranno né l’orgoglio né la speranza di chi le subisce. Noi siamo al loro fianco e loro sanno di non essere soli.