Cresce di poco l’occupazione. Lavoro interinale in media 236 euro/mese

Dal mercato del lavoro arrivano deboli segnali positivi. Un trend che ha avuto il suo avvio dopo la campagna vaccinale e che sembra non arrestarsi, pur nel suo andamento lento. Anche nei primi quattro mesi del 2022 l’occupazione è, dunque, cresciuta, anche se le assunzioni riguardano ovviamente solo il settore privato e l’incremento continua a interessare più i lavori atipici e temporanei. Tra gennaio e aprile sono state 2.590.000 le posizioni di lavoro aperte, con un aumento del 48% rispetto allo stesso periodo del 2021. La parte del leone l’hanno fatta, però, le assunzioni stagionali aumentate del 146%, seguite da quelle degli intermittenti, cresciute del 113% contro quelle più contenute del tempo indeterminato (+43%), dell’apprendistato (+41%), del tempo determinato (+38%) e dei somministrati, cioè quelli legati alle agenzie interinali (+26%).

Saldo annuale, 856.000 nuove posizioni

Percentualmente le cessazioni sono state superiori alle assunzioni (+49%), pari a 2.057.000 posizioni, ma riguardano tutte le tipologie contrattuali, a partire da quelle che per loro natura hanno una fine fisiologica: contratti stagionali (+122%), contratti intermittenti (+91%), contratti in apprendistato (+54%), contratti a tempo indeterminato (+43%), contratti a tempo determinato (+40%) e contratti in somministrazione (+36%). Il saldo annualizzato, ossia la differenza tra i flussi di assunzioni e le cessazioni negli ultimi dodici mesi, è, quindi, pari a 856.000 posizioni di lavoro. A rilevarlo è l’Osservatorio sul precariato dell’Inps.

Più occupazione grazie agli incentivi, soprattutto al Sud

Poche le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato, solo 249.000, anche se rappresentano un miglioramento rispetto al 2021 del 70%. 42.000 gli apprendisti, che alla conclusione del periodo formativo sono stati confermati, pari a + 14% rispetto all’anno precedente. Chi ha subito una significativa variazione positiva sono i rapporti di lavoro che hanno potuto usufruire di incentivi statali, sia per quanto riguarda le assunzioni sia le variazioni contrattuali. Se in termini percentuali l’esonero giovani presenta la variazione più consistente (+60%), l’incentivazione denominata “Decontribuzione Sud”, per la sua estensione e pratica assenza di requisiti particolari di accesso, è in termini assoluti l’agevolazione più rilevante. È una misura generale a favore del Mezzogiorno, estesa a tutti i rapporti, sia nuovi che in essere, con qualsivoglia tipologia contrattuale. Di fatto non ha accresciuto il numero dei nuovi rapporti, quanto piuttosto ha costituito un sostegno dei rapporti già in essere per l’abbassamento dei costi contributivi.

Un lavoratore medio interinale guadagna 236 euro

Aumentano le assunzioni in somministrazione attraverso le agenzie interinali sia per quanto riguarda il tempo indeterminato (+92%) sia quello determinato (+24%), ma aumentano anche le cessazioni, con un andamento analogo alle assunzioni. I lavoratori impiegati con Contratti di prestazione occasionale (Cpo) ad aprile 2022 si sono attestati intorno alle 15mila unità, con un incremento del 35% rispetto al 2021, con una remunerazione media mensile di 236 euro. Calano del 66% i lavoratori pagati con i titoli del Libretto famiglia (Lf). A marzo 2022 erano circa 13.000, con una retribuzione media mensile lorda pari a 176 euro. Erano in numero maggiore nel periodo in cui il bonus baby sitting era erogato attraverso il libretto famiglia.