Maggioranza alla prova degli emendamenti. Sanità, Pmi, professioni, tutelare l’Italia dei “piccoli”

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La settimana che si apre è carica di molte aspettative. Alcune di Governo con la discussione di una legge di Bilancio da 35 miliardi, altre di critica e contestazioni della stessa manovra. Gli inviti della premier Giorgia Meloni e del Presidente del Senato, Ignazio la Russa, al dialogo e alla coesione delle forze politiche, nel considerare le difficoltà economiche del momento, è caduto nel vuoto.

La Cgil e la Uil hanno indetto un fuoco di fila di scioperi regionali che si svolgeranno dal 12 al 16 dicembre. La Cisl, invece, crede che ci siano ancora spazi di dialogo con il Governo e preme per un nuovo incontro da tenere a gennaio. Il 15 a Roma, inoltre, si terrà lo sciopero nazionale dei medici del Servizio sanitario nazionale, iniziativa promossa dall’Anaao-Assomed e altre sigle sindacali. I medici chiedono più fondi per il Ssn, per il loro lavoro, per nuove assunzioni. Posizioni che riteniamo giuste e da sostenere, perché se vogliamo ancora il bene di una sanità generalista – come venne pensata e realizzata dai Governi e leader Dc e Centristi -, di ospedali che si occupano di tutti, allora i lavoratori della sanità, medici e infermieri, devono avere le tutele e gli incentivi necessari, per il loro difficile e delicato impegno umano e professionale.

I “Piccoli” da tutelare e sostenere

In settimana ci saranno altre attese. In particolare con l’arrivo delle tredicesime, si vedrà come spendono gli italiani, i consumi sono sempre una spia sui timori e le ambizioni dei cittadini. Le Associazioni del commercio sono in ansia soprattutto per i negozi con “piccole superfici”, quelle imprese che sono a gestione famigliare, micro attività che sono la spina dorsale dell’economia e del lavoro nazionale. Il commercio, così come l’agroalimentare, rappresentano istituzioni economiche fondamentali per il Paese. Lavoro, occupazione e gettito fiscale arrivano da queste piccole attività, e in massima parte, da imprese piccole e famigliari. Da quel grande bacino del lavoro autonomo, delle professioni e dell’artigianato. Nessuno di questi settori ha garanzie di “stipendio fisso”, al contrario ogni giorno ci sono da fronteggiare difficoltà. Ci sono settori, e l’editoria è tra questi, dove essere “piccoli” significa fare molto e ricevere poco o nulla. Una discriminazione rispetto a grandi gruppi che spesso, più che pratiche virtuose, sono protagoniste di iniziative tanto sponsorizzate quanto dispendiose.

Per le Associazioni di categoria che rappresentano le piccole imprese diventa importante sapere se i giorni di festa e di consumi ridaranno forza ai loro associati. Le preoccupazioni sono grandi, si allargano ogni mese di più, con attività che sono destinate a chiudere e altre che rischiano di abbassare le saracinesche. Un brutto segnale. L’impoverirsi di vie, di quartieri, delle stesse città che diventano anonime e insicure sono poi il risultato della crisi del commercio, dell’artigianato delle professioni. Deve esserci per fermare questo declino un impegno corale e istituzionale.

Bisogna tornare ad una crescita, economica e sociale. Solo questi due aspetti uniti alla solidarietà possono segnare la svolta verso una Italia più sicura di sé, con meno disuguaglianze.

Politica saggia, auguri a Forlani

In molti in questi giorni hanno espresso gli auguri di buon compleanno per i suoi 97 anni ad Arnaldo Forlani, tributandogli affetto e riconoscimenti. Al “Padreterno democristiano”, come lo ha affettuosamente definito il nostro amico e onorevole Gianfranco Rotondi, anche noi sottolineiamo con forza che Forlani è stato un protagonista della politica e delle istituzioni italiane. Arnaldo Forlani, va ricordato soprattutto come un maestro nella difficile arte della comprensione degli eventi e delle discordie. Ha saputo mettere in campo quella particolare saggezza di essere attenti alle ragioni virtuose della mediazione. La sua lezione di impegno, moderazione, di cercare quella armonia tra le cose contrastanti, rappresentano un punto di riferimento per l’oggi.

La visione di un’altra Italia

Il presidente Giorgia Meloni non ha bisogno di consigli, ma noi le proponiamo solo di riflettere sulla politica moderata. Quella politica artefice dell’Italia del benessere attraverso anche quella saggezza di leader come Forlani. La Dc riuscì a far crescere e gareggiare in produttività ed eccellenze, piccoli Comuni e piccoli territori, con aree più grandi e affermate. Le Marche di Forlani erano protagoniste in tutto. Con un po’ di umiltà la classe politica potrebbe apprendere molto da un ex Dc, che riuscì non a parole, ma nei fatti a rendere l’Italia dei “piccoli” un grande Paese.